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Sintesi.
     
Tra  il  1870  e il 1914, i maggiori stati europei attuarono  una  pi
intensa  espansione  coloniale,  per  cercare  nuovi  sbocchi  ad  una
produzione  industriale in costante crescita e per crearsi  un  impero
che   fosse  testimonianza  di  potenza  politica  e  militare.   Tale
colonialismo imperialistico, sostenuto da ideologie nazionalistiche  e
razzistiche, caus l'asservimento economico e la disgregazione sociale
delle  popolazioni  sottomesse e, dopo una prima fase  di  spartizione
relativamente pacifica, determin una sempre pi accesa conflittualit
tra le maggiori potenze.  (Paragrafo 1).
La   corsa  alla  conquista  dell'Africa,  preceduta  da  esplorazioni
inizialmente  organizzate  per scopi scientifici  e  religiosi  o  per
acquisire  notizie  sulle  possibilit di sfruttamento  economico,  si
concluse  alla vigilia della prima guerra mondiale, quando  gli  unici
stati  rimasti indipendenti erano l'Etiopia e la Liberia.   (Paragrafo
2).
La  massiccia  colonizzazione  dell'Africa  inizi  con  l'occupazione
francese della Tunisia (1881) e con quella inglese dell'Egitto (1882).
Un'ulteriore accelerazione venne impressa dalla conferenza di  Berlino
(1884-1885),  che  si concluse con la spartizione di  vasti  territori
africani tra le maggiori potenze europee.  (Paragrafo 3).
L'Inghilterra  occup  alcuni  territori  ad  ovest  ed   una   fascia
longitudinale   dall'Egitto  alla  Colonia  del   Capo.   L'espansione
britannica fu ostacolata della resistenza delle popolazioni  locali  e
dai  contrasti  con  la Francia, con la Germania e  con  i  boeri.  La
Francia  conquist una vastissima regione dal Mediterraneo al Congo  e
dall'Atlantico all'alto Nilo; la Germania si impadron del  Togo,  del
Camerun, dell'Africa orientale e sud-occidentale; il Belgio acquis il
Congo sotto la diretta amministrazione

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dello  stato.  Altri possedimenti coloniali andarono all'Italia,  alla
Spagna e al Portogallo.   (Paragrafo 4).
L'espansione  in  Asia scaten un'accesa competizione  tra  vecchie  e
nuove  potenze colonizzatrici. La Francia, per estendere i suoi domini
in Indocina, dovette sostenere una guerra con la Cina e accordarsi con
l'Inghilterra. Quest'ultima si scontr con la Russia per il  controllo
sulle  regioni  dell'Asia centrale ai confini con  l'India.  Russia  e
Giappone,   entrambi  interessati  alla  penetrazione  in   Cina,   si
affrontarono  in  un  conflitto,  che  si  concluse  con  la  vittoria
nipponica. L'Olanda consolid il dominio sull'Indonesia, il Portogallo
ottenne  Macao  e  gli Stati Uniti tolsero le Filippine  alla  Spagna.
(Paragrafo 5).
La  Cina fu oggetto di spartizione in zone d'influenza tra le maggiori
potenze;  un suo tentativo di resistenza alla penetrazione  straniera,
sfociato in una violenta rivolta xenofoba, fu brutalmente soffocato da
una  spedizione  internazionale.  L'espansione  coloniale  in  Oceania
avvenne  senza  contrasti  internazionali,  perch  la  zona  non  era
ritenuta   n  economicamente  n  strategicamente  molto  importante.
(Paragrafo 6).
L'America  latina era in gran parte sottoposta al predominio economico
delle   potenze   industrializzate,  che,  attraverso  una   massiccia
penetrazione  finanziaria,  ne  sfruttavano  intensamente  le  risorse
naturali.
Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, gli Stati Uniti,
completata  la  conquista  dei territori  occidentali,  avviarono  una
politica  estera mirante ad affermare la propria egemonia  sull'intero
continente. A tale scopo acquisirono il controllo su Cuba  e  su  gran
parte  dell'America  centrale, sostenendo vittoriosamente  una  guerra
contro  la  Spagna; sottoposero alla propria dominazione la  zona  del
canale  di  Panama  ed entrarono in concorrenza con le  altre  potenze
straniere per la supremazia sugli stati meridionali.  (Paragrafo 7).
